Tonnara di Portoscuso
Le notizie sulla tonnara di Portoscuso, risalgono alla fine del secolo XVI, quando un mercante spagnolo, decise di stabilire lungo le coste sarde, l'antica pratica della pesca del tonno.
Nel fabbricato di piazza chiesa (Su Pranu), per secoli, sono state custodite le barche, effettuate le procedure di conservazione del tonno e di essiccamento delle sue uova.Tutta la procedura della pesca che si conclude con la cruenta " mattanza" avviene nel periodo tra aprile e giugno in funzione del periodo di "passaggio" dei branchi di tonni.

La tonnara di Portoscuso, abbandonata negli anni '70 a causa del mancato passaggio dei tonni, ha ripreso a funzionare a fine degli anni '80 diventando una realtà di rilievo economica e turistica per il paese.

Da segnalare la Sagra del Tonno, organizzata ogni 13 Giugno dalla Pro Loco, durante la quale viene distribuito il tonno fresco, cucinato secondo la secolare tradizione locale.

LA MATTANZA

Il tratto di mare al largo di Portoscuso è da sempre passaggio obbligato dei tonni; lo sbarramento di reti (la coda ancorata alla costa) li porta verso la "bocca" (ingresso delle varie camere) dove i pesci entrano restando in trappola: di camera in camera i tonni vengono fatti avvicinare sempre più alla camera della morte.

Quando il loro numero è ritenuto consistente, il Rais, ( il capo pesca) decide di effettuare la mattanza, la grande rete viene issata a forza di braccia, e quando i tonni appaiono numerosi e costretti a uno spazio angusto, egli da l'ordine inequivocabile: "ammazza".
I pesci vengono agganciati, il sangue scorre, le sagome dei tonni scintillano al sole in bilico sulla sponda del vascello, e poi scompaiono dentro il ventre della barca. Alla fine la grande rete viene calata nuovamente, pronta per un'altra cattura.