Strada costiera da Chia a Teulada
Chiamatela Strada dei Sogni, Via dell’Incanto , o come vi pare, ma percorretela tutta, con calma e occhi svegli perché nulla sfugga. Venticinque chilometri tra cielo e mare, bordeggiando la costa con brevi incursioni nell’entroterra.

Il percorso inizia al bivio per Chia, Km. 43,5 della Sulcitana. Arrivando da Cagliari e superata Santa Margherita di Pula, freccia a sinistra e per due chilometri, si scivola tra le colline.

Fermandosi un secondo, si può cogliere sulla destra l’immagine della Befana disegnata dal tempo sul profilo roccioso di un’altura. Subito dopo, sino all’incrocio per la Torre di Chia, il campo si allarga sulla campagna, con i grandi alberi di fico che ombreggiano vigne e orti.

Oltrepassato il bivio per la torre, si imbocca un rettilineo. Sulla sinistra, Capo Spartivento domina le dune macchiate dai ginepri, Su Giudeu, Campana e Cala Cipolla. Natura imponente, preservata ma non del tutto dal cemento.

Dopo una breve salita con percorso zigzagante ecco Capo Malfatano con la spiaggia, l’isolotto e lo scoglio di Tuerredda: sabbia candida e acqua trasparente . La strada risale, per cogliere la veduta di tutta la laguna bisogna andar su, inerpicarsi sui tornanti e fermare l’auto su una piazzola che si allarga proprio davanti al promontorio di Capo Malfatano, quasi allineata alla torre.
Sulla sinistra, la baia con sullo sfondo il faro di Spartivento. A destra, lo sguardo spazia sino a Teulada. Ancora curve e controcurve prima di un’altra sosta a Piscinnì, con l’area di parcheggio. Lentischi e olivastri rasati dal maestrale spuntano dalle rocce fino quasi al mare. Sinuosa e in discesa la strada offre una sorta di intermittenza verde e blu: a est l’entroterra e a ovest il mare fino alla spiaggia.
Pochi giri di ruote, e si raggiunge un’altra insenatura, ormai battezzata “Spiaggia dei camper”. Sulla sponda opposta la torre di Piscinnì e i resti delle cave puniche. Proseguendo si raggiunge la baia con l’Isola Rossa al centro e Capo Teulada sullo sfondo, quindi il porto e la torre di Teulada. Poi, porto Budello, vecchio approdo dei pescatori che ancora lo usano, e l’imboccatura dello stagno che la strada aggira per ritornare verso il mare e puntare al paese. Svoltando a sinistra si va invece al porticciolo turistico o al camping di Porto Tramatzu. Oltre, non si può. La costa indossa la divisa: zona militare, tutta o quasi off-limits. (estratto da Quattroruote, autore Stefano Lenza)